Il vaccino è stato un po’ come la Champions League per me, tifoso Laziale: è sempre stata bella lì in vetrina e ne ho discusso con distacco finché non è toccato a Immobile essere marcato da Alaba e Boateng.
Così il 2 Giugno, festa della mia amata Repubblica, mi sono tutt’ad un tratto ad esserne direttamente coinvolto complice una chiamata con il mio babbo e la prossimità delle aperture per la mia fascia di età. Da ciò scaturisce questo flusso di coscienza con l’obiettivo di raccontare e riportare il mio piccolo ragionamento, magari per essere smentito e criticato o confermato e rincuorato.
Cercando di essere il più oggettivo possibile, il mio obiettivo é quello di argomentare ai punti più che legittimi esposti da mio padre e mia madre esortandomi quanto meno a ritardare il vaccino. A scanso di equivoci non parliamo di due stregoni che si curano con l’omeopatia, tanto io quanto mio fratello siamo stati vaccinati e non solamente per i vaccini obbligatori, elemento che appunto mi spinge ulteriormente ad approfondire e riflettere.
L’argomentazione di base è riassumibile in questi punti qui delineati:
- mancanza di evidenze nel lungo periodo ovvero se ci saranno controindicazioni e/o effetti collaterali da qui a 10 anni;
- sperimentazione ancora in atto, corroborata dal fatto che ad oggi continuano a variare i giorni tra le due dosi, dal fatto che alcuni vaccini siano stati prima ridotti poi praticamente dismessi ed infine dal fatto che si inizia a paventare una terza dose per alcuni vaccini;
- sviluppo di medicine per curare il Covid indipendentemente dal vaccino che lo rendono a parer loro di scarsa utilità dati i sopracitati dubbi sugli effetti collaterali.
- probabilità di contrarre il virus e probabilità di avere effetti collaterali per il vaccino che specialmente nelle fasce di età più giovani non giustificano a parer loro la necessità di fare il vaccino;
- scarsa utilità allo stato attuale delle cose in quanto la mascherina rimane obbligatoria, la quarantena rimane obbligatoria ed è possibile essere positivi pure se vaccinati senza certezza di non essere contagiosi;
Descritti questi punti, vorrei chiarire che rispetto tutte queste perplessità e le trovo più che ragionevoli e anzi, concordo con diverse; nonostante questo ne discuterò ora puntualmente per rifletterci ed esporre il mio parere a riguardo.
- mancanza di evidenze nel lungo periodo: sicuramente si, oggettivamente ci sono poche argomentazioni a riguardo ma personalmente non so se un vaccino sviluppato oggi comporti ancora 10 anni di test, non so se “nuovi” vaccini e aggiornamenti siano testi per 10 anni. Ammesso dunque che per questo vaccino siano stati accorciati i tempi di osservazione di effetti collaterali, vorrei analizzare alcuni elementi sullo sviluppo del vaccino stesso:
- la rapidità di realizzazione è stata in larga parte data dalla compressione dei tempi burocratici, non da quelli di sviluppo pratico
- siamo in una situazione mai vissuta prima con l’attuale contesto tecnologico; mai fino ad ora, una tale quantità di fondi e tecnologie erano state concentrate su un unico obiettivo necessario per il mondo intero e quindi ad uno sforzo mai visto ritengono possa tranquillamente corrispondere un risultato mai visto;
- quando nacque il wifi, piuttosto che i cellulari erano innumerevoli le teorie che ci mettevano in guardia sui danni che avrebbe fatto al nostro corpo eppure oggi dormiamo con il wifi acceso e un dispositivo sul comodino.
- In conclusione non sono certo e non credo qualcuno possa esserlo che tra 10 anni non ci saranno effetti collaterali ma mi sento di dire che mangio pesce probabilmente contenente plastica, vivo con radiazioni in tutta casa, al lavoro e in giro, gioco a calcio in porta e ci sono numerosi portieri che hanno riportato traumi davvero importanti, bevo un discreto quantitativo di alcool, non guido come all’esame della patente: tra 10 anni un vaccino realizzato con uno sforzo immane, miliardi di finanziamenti dalle migliori menti per risolvere un problema globale di portata inaudita non mi preoccupa poi così tanto.
- sperimentazione ancora in atto: si, ancora non è chiaro ma per esperienza sono convinto siano partiti con misure il più stringenti possibili per poi gradualmente aumentare ad esempio il tempo tra le due dosi al fine di migliorare l’efficienza logistica della vaccinazione di massa; ad oggi il vaccino è stato somministrato a più di 100 milioni di persone, probabilmente più di 150 e io, pur non avendo dati certi lo ammetto, sono convinto che Aulin o OKI siano stati assunti da molte meno persone prima che venissero commercializzati.
- sviluppo di medicine è più che probabile che arrivino e anzi, me lo auguro ma ciò non toglie che ci sono casi di ripercussioni nel medio termine, qui si comprovate, come ragazzi che conosco direttamente che hanno tutt’ora dopo mesi una minore capacità polmonare o hanno fatto fatica a trovare le parole per esprimersi nonostante una laurea in giurisprudenza; oltretutto ho sempre preferito prevenire anziché curare
- probabilità di contrarre il virus e probabilità di avere effetti collaterali: relativamente alla scarsa probabilità di contrarre il virus ne sono parzialmente convinto io stesso e come sostenuto da mio papà, che in piena pandemia ha fatto avanti indietro dalla Cina ed è stato a Londra dove le prescrizioni non sono state esattamente seguite fino all’ultimo lockdown, con attenzione e rispetto delle norme non è così facile prenderlo. Tuttavia, credo siano parimenti molto bassi gli effetti collaterali che sebbene pubblicizzati non sono mai stati messi nero su bianco di fronte al totale delle vaccinazioni effettuate; di nuovo torniamo al campione ulteriore a quello che è stato necessario all’approvazione di 150 milioni di persone che il vaccino l’hanno fatto e hanno mostrato un’incidenza di effetti collaterali inferiore a quella della pillola anticoncezionale. Parliamo quindi di probabilità basse in entrambi i casi? si, la prima però ha una incidenza che va oltre il medico e finché ci sarà non solo per me ma in modo diffuso magari la salute fisica sarà apposto, quella mentale meno.
- Arriviamo così al punto relativo alla scarsa utilità che di nuovo guardando alla mia personalissima situazione posso anche condividere: dovrò per ora continuare a tenere la mascherina, potrò comunque risultare positivo e sorbirmi la quarantena e in linea teorica potrei infettare qualcun’ altro. Partendo dal presupposto che ritengo queste misure che dovranno per ora essere seguite rientrino nelle procedure cautelative trasmesse al fine di evitare una situazione di liberi tutti vorrei ora concludere con il principale punto che mi ha spinto a prenotare il vaccino. Mi sono pesantemente lamentato ed ho odiato l’approccio totalmente passivo di fronte a questa pandemia: l’agire aumentando terapie intensive, mezzi pubblici, investimenti in sanità è stato accantonato in favore del non agire rimanendo chiusi in casa, bloccando ambulatori non covid, non viaggiando, non giocando a calcio ( e perdendo per inciso 10000€) . Ora mi viene finalmente data la possibilità di agire, di contribuire a ridurre la forza con cui il vaccino si diffonde, di evitare controindicazioni pesanti per me (sebbene casistica remota), di evitare controindicazioni leggere ma di lungo periodo, di far ripartire tutta quella vita che per il Covid è stata messa in pausa.
- Ho letto pochi giorni fa che vaccinarsi è si un diritto ma anche un dovere e in quanto tale nel mio piccolo voglio farlo, per sentire di aver contribuito, di essermi messo in gioco. Meno di 100 anni fa mi sarebbe stato chiesto di prendere un fucile e andare a morire nella steppa russa sulle rive del Volga o in mezzo alle dune di El Alamein: ora mi viene chiesto di farmi una puntura con rischi direi decisamente meno contenuti, con benefici per me e per la comunità; mi sento di farlo e spero la mia decisione sia rispettata o per lo meno capita.